
Qual è il periodo migliore per andare in Madagascar?
Se ti stai chiedendo quando andare in Madagascar, la risposta è: tra aprile e ottobre, evitando la stagione delle piogge. Ma la verità è che il periodo migliore per andare in Madagascar dipende anche da ciò che cerchi: magari sogni di avvistare le balene tra luglio e settembre, oppure preferisci i paesaggi verdi e rigogliosi dei mesi di aprile e maggio, quando la natura si risveglia dopo le piogge. Per questo ti invitiamo a leggere l’intero articolo: scoprirai clima, curiosità e consigli pratici per organizzare il tuo viaggio da sogno.

Indice
Dove si trova il Madagascar e com’è il clima?
Il Madagascar è una delle isole più grandi del mondo e si trova nell’Oceano Indiano, poco al largo della costa orientale dell’Africa. Spesso viene descritto come un “piccolo continente” per la sua varietà paesaggistica e per il gran numero di microclimi: foreste pluviali a nord, savane semi-desertiche a sud, altopiani freschi al centro. Proprio per questo parlare di clima del Madagascar non è semplice, dato che bisogna sempre tenere a mente le differenze presenti a seconda della regione.
In linea generale, però, possiamo distinguere due stagioni principali:
Stagione secca: da aprile a novembre, con temperature più gradevoli, meno piogge e condizioni ideali per andare in spiaggia o avventurarsi alla scoperta dei parchi naturali.
Stagione delle piogge: da dicembre a marzo, con umidità elevata, rovesci frequenti e rischio cicloni, soprattutto tra gennaio e febbraio.
Periodo | Temperature medie | Piogge | Note principali |
|---|---|---|---|
Aprile – Giugno | 20–26 °C | Basse | Paesaggi verdi, ideale per trekking |
Luglio – Settembre | 18–25 °C (più fresco sugli altopiani) | Molto basse | Avvistamento balene, mare perfetto |
Ottobre – Novembre | 24–30 °C | Moderate | Ottimo per snorkeling e immersioni |
Dicembre – Marzo | 26–32 °C | Alte, con cicloni | Periodo meno consigliato |
Il confronto con altre mete dell’Oceano Indiano è inevitabile: se ad esempio stai valutando anche quando partire per Zanzibar, noterai che i principi di base a livello di clima sono simili, ma il Madagascar, essendo più grande e variegato, presenta temperature e climi molto diversi a seconda della zona.
Madagascar durante le stagioni più secche
Quando andare in Madagascar? In generale, la stagione secca è senza dubbio la più indicata. Tra aprile e novembre l’isola offre il meglio di sé: cieli limpidi, strade più praticabili, mare calmo e attività all’aperto senza ostacoli.
Madagascar a maggio, giugno, luglio: fresco e secco
Da maggio a luglio il clima è generalmente mite e asciutto. Le temperature sono quasi sempre comprese tra i 20 e i 26 °C, con serate più fresche soprattutto negli altopiani centrali (Antananarivo e dintorni). È un periodo apprezzato dai viaggiatori che cercano scorci di rigogliosa dopo le piogge e vogliono risparmiare e approfittare dei prezzi più bassi, prima del picco di agosto.
In questo periodo puoi:
visitare i parchi nazionali come Ankarafantsika o la riserva di Lokobe;
ammirare i paesaggi e viverli dall’interno con splendide escursioni e trekking;
partecipare a feste tradizionali come il Santabary, che celebra il raccolto del riso ad aprile e maggio;
assistere a eventi di interesse culturale come lo Zegny’Zo Festival (arte e spettacoli di strada) o il festival musicale di Nosy Be a inizio estate.
In poche parole, una ricetta con ingredienti di qualità come natura e cultura.
Madagascar ad agosto, settembre, ottobre: secco e progressivamente più caldo
Tra agosto e ottobre le temperature iniziano a salire, fino a raggiungere i 24–30 °C, soprattutto nelle zone costiere e a nord. Questo è il periodo con la maggiore affluenza turistica: le spiagge di Nosy Be, Nosy Iranja e dell’est sono le mete più
ambite, quindi aspettati prezzi più alti rispetto a maggio o giugno.
È anche la stagione perfetta per vivere esperienze memorabili:
luglio–settembre è il momento clou per avvistare le megattere lungo la costa est e a Sainte-Marie;
il kite surf trova le condizioni ideali nella baia di Sakalava, grazie alla presenza di venti costanti;
ottobre è ottimo per lo snorkeling e le immersioni perché le acque rimangono tranquille e molto limpide.
Insomma, se vuoi sapere in Madagascar qual è il periodo migliore per una vacanza all’insegna di mare e fauna, questa finestra è perfetta: sole, mare cristallino e la possibilità di incontrare lemuri, camaleonti e uccelli endemici in piena attività.
Madagascar durante le stagioni delle piogge
Se il periodo migliore per andare in Madagascar coincide con la stagione più asciutta, bisogna dire che anche i mesi delle piogge hanno il loro fascino… purché tu sappia cosa aspettarti.
Da novembre a marzo il clima diventa più caldo e umido, con le precipitazioni che si fanno più frequenti, in alcuni casi trasformandosi in veri e propri rovesci tropicali. In alcune aree, soprattutto a nord-est e lungo la costa orientale, aumenta anche il rischio di cicloni, in particolare tra gennaio e marzo.
In generale le temperature restano alte, tra i 26 e i 32 °C, e l’umidità può farsi sentire nelle giornate più afose. A livello di turismo, è un periodo meno affollato: le visite dall’estero diminuiscono e i prezzi di voli e strutture calano. Il risultato? Una vacanza più economica ma anche più imprevedibile.
Madagascar a novembre, dicembre e gennaio: inizio delle piogge
A novembre i primi rovesci segnano la transizione verso la stagione delle piogge. Le giornate sono ancora abbastanza piacevoli, con temperature comprese tra i 24 e i 30 °C, soprattutto al nord e nelle zone costiere, ma l’umidità inizia a salire.
Turisti e prezzi: il numero di visitatori cala, i prezzi scendono leggermente rispetto ad agosto e settembre, ma a Natale e Capodanno le tariffe possono risalire.
Attività: in questo periodo il mare si presta ancora a snorkeling e immersioni, anche se è spesso più agitato sulla costa orientale. Dicembre e gennaio possono offrire ancora belle giornate a sud, dove il clima semi-desertico mitiga le piogge.
Eventi: a dicembre molte comunità locali celebrano festività religiose e culturali, un’occasione interessante per immergersi nella vita malgascia.
Riassumendo, se cerchi tranquillità e vuoi approfittare dei prezzi più bassi, questo periodo può avere senso, ma preparati a un cielo non sempre terso e rassicurante.
Madagascar a febbraio, marzo, aprile: umido con rischio cicloni
Febbraio e marzo sono il cuore della stagione delle piogge: precipitazioni intense, alta umidità e temperature che si attestano tra 27 e 32 °C. Sono anche i mesi in cui il rischio di cicloni tropicali si fa più intenso, soprattutto lungo la costa orientale e settentrionale. Molte strade interne possono diventare impraticabili, rendendo più difficile spostarsi da una regione all’altra.
Turisti e prezzi: questo è il periodo meno turistico in assoluto, con prezzi bassi ma condizioni meteo poco favorevoli per godersi appieno il viaggio.
Attività: il mare spesso è mosso e sconsigliato per immersioni o snorkeling nella zona est. Tuttavia, alcune aree restano più visitabili, come il sud semi-desertico (Toliara e dintorni), dove le piogge sono meno frequenti.
Eventi: ad aprile, quando le piogge iniziano a diminuire, si celebra il Santabary, la festa del primo raccolto del riso. È un’occasione unica per vivere le tradizioni agricole e culturali del Madagascar.
Con aprile si apre anche la stagione secca: la natura si mostra rigogliosa dopo le piogge e i parchi tornano ad essere di più facile accesso, segnando l’inizio di quello che molti considerano il periodo migliore in Madagascar per trekking e avventure naturalistiche.
Consiglio per un viaggio combinato: Molti viaggiatori scelgono di visitare anche Mauritius durante lo stesso itinerario nell'Oceano Indiano. Se stai pianificando una vacanza che include entrambe le destinazioni, considera di informarti su quando andare a Mauritius per ottimizzare il tuo viaggio e sfruttare al meglio le stagioni climatiche di entrambe le isole.
Cosa portare in Madagascar?
Per preparare al meglio la valigia per il Madagascar, bisogna pensare sia alle spiagge da sogno che a scenari meno idilliaci, in cui le strade si trasformano in fango e pietre. Non dimenticarti di mettere in lista abbigliamento leggero e traspirante per il giorno, una giacca per le serate fresche sugli altipiani e scarpe comode se hai in programma trekking o visite ai parchi naturali. Assolutamente immancabili repellenti contro gli insetti, creme solari reef-friendly e una maschera da snorkeling se vuoi scoprire i colori delle acque limpide di Nosy Be.
Un “accessorio” che oggi fa davvero la differenza in viaggio è la connettività. E non parliamo necessariamente delle vecchie SIM locali o i costi salati del roaming: grazie alle eSIM puoi attivare il piano dati in pochi secondi, direttamente dal tuo smartphone. Se non sai bene come funziona, puoi dare un’occhiata a questa guida su cos’è il roaming dati e capire perché è meglio evitarlo.
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Domande frequenti


Božena si destreggia tra le parole con una naturalezza sorprendente, così come passa da un'avventura all'altra con grande facilità. Con un cuore che batte per i viaggi e un'anima che vive di narrazione, ha una missione precisa: permettere ai giramondo di rimanere connessi, ovunque il vento li conduca!




